Il secondo giorno: visitiamo il campo di Dachau
Venerdì 9 Maggio, Dachau
Oggi abbiamo visitato il campo di Dachau. Questo è stato il primo campo a essere aperto, nel 1933.
La nostra visita è iniziata con il corteo dove sfilavano diversi comuni della provincia di Firenze.
Queste sono le nostre sensazioni dopo la visita del campo:
“ Quando abbiamo fatto il percorso che facevano i corpi dopo essere stati nelle docce mi si è chiuso completamente lo stomaco, e un brivido mi è salito per tutta la schiena. Una sensazione indescrivibile.”
Alice P“Pensare che le persone prima venivano bastonate, bruciate, avvelenate, per me è inimmaginabile e soprattutto che esseri umani facciano male ad altri esseri umani è crudele e impensabile. L’esperienza a Dachau è una cosa che non dimenticherò mai, un tassello importantissimo della nostra storia che non dovrà mai essere dimenticato.“
Francesco M
“Mi ha colpito moltissimo la crudeltà con cui facevano credere ai deportati di fare una doccia ma invece li portavano alla morte”
Elisa B.
“Quando siamo usciti dal campo mi è sembrato di riprendere fiato, come se lì non ci fosse ossigeno, ma solo disperazione. Adesso, ripensandoci, mi sono accorta che poter esprimere la mia opinione è la fortuna più grande che ho.”
Alice F.
“Che dire, l’emozione era tanta e durante la visita ha preso il sopravvento facendomi provare una sensazione di desolazione. La cosa che più mi ha colpito era come sfruttavano i deportati per lavori anche non utili, solo per la soddisfazione di farli morire”
Giorgia R.
“Inizialmente prestavo sempre poca attenzione e alcune volte poco interesse verso la seconda Guerra Mondiale. Una volta entrato nel campo ho iniziato ha immergermi in cosa provavano i deportati. Il sangue mi si è gelato, una volta varcato il cancello. Sentivo le anime delle povere vittime che mi sussurravano come se mi volessero raccontare il terrore di cosa era accaduto, la malinconia mi aveva bloccato il respiro e il battito cardiaco per qualche attimo, ero solo con le anime torturate.”
Niccolò M.
“Quando ho scoperto che i deportati erano oggetti, cose, numeri, scheletri senza personalità ho provato molta rabbia, l’ho trovato ingiusto e veramente orrendo, non capisco come ancora l’uomo possa fare la guerra”
Martino M.
“La cosa che mi è rimasta più impressa è stata capire la cattiveria e l’indifferenza che hanno fatto soffrire brutalmente i deportati, come anche i lavori inutili e le condizioni pessime della vita nel campo”
Aleandro P.





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