Alice P.
Questo viaggio è stato veramente un’esperienza unica.
Ora che sono tornata a casa mi sento diversa, cresciuta.
Quando abbiamo visitato il nostro primo campo, Dachau, abbiamo fatto lo stesso identico percorso che hanno fatto i deportati prima di noi.
Inizialmente siamo entrati in una stanza nella quale gli raggruppavano tutti insieme, poi siamo entrati nelle camere a gas dove loro morivano, e infine siamo entrati nella stanza dei forni crematori.
Non posso dire di essermi immedesimata nei deportati, perché io a differenza loro da quel campo ne sono uscita viva, loro invece sono morti solo per il fatto di essere "diversi" dallo standard tedesco.
Nonostante siano passati molti anni la sensazione di morte si sente tanto, e ti penetra dentro il corpo.
Dobbiamo sempre ricordarci di ciò che è accaduto per far sì che non succeda mai più. Sfortunatamente molte persone l’hanno scordato, e ci sono molte guerre al mondo, e tocca a noi giovani far smettere tutto ciò per vivere il nostro futuro al meglio.
Alice P.
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